L’ESISTENZA IN VITA AL TEMPO DI INTERNET (di Carlo Anibaldi)


frase-cogito-ergo-sum-traducao-penso-logo-existo-fonte-principia-philosophiae-rene-descartes-133937Quasi per gioco, cercherò di dimostrare che, per certi versi, la mia esistenza non è un fatto, ma un’opinione, per quanto abbastanza diffusa. 
La parola che più di ogni altra sentiamo pronunciare credo sia “io”: io sono, io vado, io faccio, io credo, io…io…io…io… all’infinito.
Siamo forse talmente poco convinti della nostra esistenza, da sentire il bisogno di ricordarcelo e ricordarlo agli altri in continuazione. Una tale preoccupazione è del resto giustificata: quante persone sanno della mia esistenza? Forse quattro o cinquecento, e gli altri 7 o 8 miliardi che sono al mondo? Loro non sanno che esisto e certo non se ne preoccupano. 
Veniamo a quelle quattro o cinquecento persone su cui posso contare….. ma ci posso veramente contare? 
La gran parte di queste persone hanno fuggevolmente verificato la mia esistenza in passato ed ora non sono per loro neanche un ricordo sbiadito, nulla. Non esisto…più. 
Rimane quel centinaio di persone che incontro quasi quotidianamente, a loro è affidata la mia supposta esistenza, ma sappiamo bene che, grosso modo, non posso aspettarmi da loro più di un fugace pensiero ogni tanto, dunque siamo arrivati al nocciolo, cioè a quelle otto, dieci, forse quindici persone per le quali sono importante e amato e per questo mi pensano assai spesso: è dunque a queste sole persone che debbo la conferma della mia esistenza, e gliene sono grato, ma temo che anche questa sia una illusione. 
Quelle poche buone e brave persone che avvalorano la mia esistenza come fatto, in realtà sono come i viaggiatori su un treno: credono di star fermi e invece si muovono, credono che la campagna corra via e invece e là, ferma da sempre, credono che venga prima l’albero e poi il ponte e invece viene prima il ponte e poi l’albero, almeno così è per quelli dell’altro treno, che ritorna. 
Insomma, a farla breve, hanno tutti una gran confusione su come stanno le cose…. Cercano la conferma della loro esistenza …. forse non esistono neanche loro. 
Una soluzione a questo enigma e, forse, la dimostrazione della tesi che avevo posta, è che io esisto solo nell’attimo che fugge, quando mi penso e sono pensato, ma l’attimo che fugge non esiste, tutta la matematica e la moderna fisica sta lì a ricordarcelo. 
Stavo già rivolgendomi alla filosofia, al ‘Cogito ergo Sum’ per affermare, nonostante tutto, la mia esistenza in vita, quando mi arriva in soccorso il Web…questa straordinaria macchina dei sogni, dove ogni idiota sembra un genio e dove anche i geni sembrano idioti.
“Web ergo Sum” mi sono detto! Il problema dell’esistenza in vita diventa allora talmente insignificante che le tue parole risuonano anche dopo morto pure se non ti chiami Schopenhauer…Evviva. Col web campi da Re anche senza veri amici, senza un vero amore, senza un lavoro vero, senza una famiglia e senza tanto cervello. (Carlo Anibaldi – 2015)

Comments

  1. Sabrino says:

    Già sarei felice per una persona sola che mi amasse davvero…

  2. Ecco che ho letto questo brano e stamattina mi sento sia idiota che inesistente. Mai gioia più grande!!! 😉 un abbraccio virtuale (come tutto ormai.. )

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