LETTERA A ROBESPIERRE, L’INCORRUTTIBILE


[di Carlo Anibaldi]

Caro Maximilien, ti scrivo di ritorno da un mio recente viaggio a Londra, dove, strano a dirsi, il mio pensiero è corso fino a te. Stenterai a crederci, ma davanti al Parlamento inglese ho visto una statua di Oliver Cromwell, regicida (condannò a morte re Carlo I Stuart – 1649) ed anche golpista, diremmo oggi, poiché nel 1653 sciolse il parlamento e concentrò su di sé tutti i poteri (Lord Protettore del Commonwealth). Gli inglesi, si sa, sono liberi da sentimentalismi cattolici, sono pragmatici e hanno la giusta dose di onestà intellettuale che manca nei paesi latini, ciononostante la statua di Cromwell davanti al Parlamento, per di più di una nazione con ancora la monarchia, mi ha molto impressionato, poichè sancisce un principio non da poco: l’ideologia dominante in un dato momento storico non conta nulla al cospetto di valori universali. Ma ti rendi conto Maximilien che Cromwell sostenne in linea di principio quanto sostenesti tu in tema di rivoluzione politico-giuridica, ma senza alcuna attenzione al sociale, senza la tua volontà di estendere questi principi alle masse popolari, per sottrarle alla fame, alla miseria e all’ignoranza. Al contrario l’inglese soffocò nel sangue ogni anelito di uguaglianza e affrancamento delle masse. Non solo…Cromwell assoggettò le popolazioni cattoliche del nord Irlanda al potere dei protestanti, mentre tu ti battesti per l’abolizione della schiavitù nelle Colonie francesi. In definitiva Cromwell non aggiunse nulla al progresso civile e morale dell’umanità, ma la statua gliel’hanno fatta lostesso e davanti al Parlamento, poichè gettò le basi che fecero dell’Inghilterra la prima potenza marittima, commerciale e militare.

Tu Maximilien sei rimasto vittima del tentativo di cancellare ogni aspetto positivo del tuo passaggio nella Storia, nonostante sei l’uomo che ha ideato la Carta dei Diritti dell’Uomo, ispirando la costituenda Unione degli Stati Uniti d’America e che è alla base di ogni Magna Carta scritta dopo di te. Ti accusano di aver istituito il Terrore, quando in realtà ti circondasti di collaboratori sanguinari, più realisti del Re, diremmo oggi. Ti sei meritato l’aggettivo di Incorruttibile e per questo, solo per questo, fosti trascinato nella polvere e nel tuo stesso sangue.

Ti ho scritto, Maximilien, per restituirti un po’ del maltolto, per rassicurarti del fatto che è solo per paura delle tue idee davvero rivoluzionarie che non te l’hanno fatta la statua davanti al Parlamento e non perchè il mondo moderno deve più a Cromwell che a te…ma questo tu lo sai bene. Volevo solo ricordarlo a coloro che da un po’ di tempo in qua, in modo non casuale, vorrebbero tanto che tu, Maximilien Robespierre, fossi dimenticato.

[Carlo Anibaldi – 2012]

Comments

  1. Maria Longo says:

    Complimenti, Carlo…è bellissimo !!! Leggerò con attenzione tutti i tuoi articoli…grazie!

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