THE CROSS OF CHANGES (di Carlo Anibaldi)


Al pari degli innamorati…esempio che torna sempre buono poichè essi vivono sulle soglie del conosciuto… al pari degli innamorati dicevo, dovremmo dare per scontato che siamo tutti in interconnessione come i neuroni dentro ad un cervello…e allora la sinergia di microenergie va a formare un “sistema” . Il mondo è cambiato cento volte in questo modo sino ad ora…e così sarà in futuro, ma non è per domani o dopodomani, il tempo non è misurato sulle necessità dei singoli, ma sul determinarsi di un punto critico, chiamiamolo pure “punto del Caos”, oltre il quale tutto è in mano “nostra” …inteso come sistema pronto al balzo e dunque pronto a muoversi come un sol uomo. [C.A.]

Il solo junghiano è Jung, ma… (di Carlo Anibaldi)


IMG_20150611_164341Il solo junghiano è Jung, come lui stesso ci ricorda. Chiarito questo, come professionisti o ricercatori, o come semplici esseri umani in cammino, molti di noi condividono con lui la Weltanschauung, quella speciale visione del mondo che dà un senso alla vita terrena, senza sprecarla. Personalmente credo che la vita terrena sia ben spesa se prepara alla morte del corpo come passaggio. Diversamente, se il trapasso, e anzi l’idea stessa del trapasso, chiude l’orizzonte, allora tutto è vano per gli esseri umani. Una lucertola, un gufo o un cane, può dire “mi mangio tutto quello che c’è in tavola, ne godo e poi amen”, ma a noi il cervello critico e non solo istintuale ci è stato dato, in senso evolutivo, per andare oltre la dualità vita/non vita, questione prettamente legata all’invecchiamento delle cellule e morte dei sistemi. Forse considerando NON i miliardi di corpi che si sono avvicendati e si avvicendano sul pianeta, ma UN unico essere, costituito da quello che questi miliardi di corpi hanno creato e immaginato, allora ecco che abbiamo raggiunto l’immortalità. Smettendo di pensarci unici, originali ed irripetibili come lo è in effetti il nostro corpo, non moriremo con lui…e saremo parte dell’Anima Mundi da subito dopo che lo abbiamo compreso e per sempre….e questo è un modo di vivere, non di vedere.

ODIO L’ESTATE (di Carlo Anibaldi)


calura-condizionatore-casaNon appartengo a queste terra infuocata…forse le mie origini sono normanne…adoro l’aria frizzante e odio la sabbia che scotta, l’asfalto che si scioglie e i corpi sudaticci. Tre mesi a cercare refrigerio…cervello bloccato…felice solo di un po’ d’ombra, una doccia fresca e un gelato. I massimi sistemi insomma. La cenestesi del corpo e l’equilibrio della mente sono inscindibili. Il corpo è in relazione sincronica con la psiche. Nulla accade all’uno senza una “condivisione di senso” con l’altra. Quando stiamo ‘male’ per il troppo caldo avvertito, non è solo una questione di incrementare i sali minerali col Getorade, ma recuperare una perdita di senso. Anche quest’anno andrò in vacanza alla ricerca di cieli non noiosamente sempre azzurri, credo.

L’ESISTENZA IN VITA AL TEMPO DI INTERNET (di Carlo Anibaldi)


frase-cogito-ergo-sum-traducao-penso-logo-existo-fonte-principia-philosophiae-rene-descartes-133937Quasi per gioco, cercherò di dimostrare che, per certi versi, la mia esistenza non è un fatto, ma un’opinione, per quanto abbastanza diffusa. 
La parola che più di ogni altra sentiamo pronunciare credo sia “io”: io sono, io vado, io faccio, io credo, io…io…io…io… all’infinito.
Siamo forse talmente poco convinti della nostra esistenza, da sentire il bisogno di ricordarcelo e ricordarlo agli altri in continuazione. Una tale preoccupazione è del resto giustificata: quante persone sanno della mia esistenza? Forse quattro o cinquecento, e gli altri 7 o 8 miliardi che sono al mondo? Loro non sanno che esisto e certo non se ne preoccupano. 
Veniamo a quelle quattro o cinquecento persone su cui posso contare….. ma ci posso veramente contare? 
La gran parte di queste persone hanno fuggevolmente verificato la mia esistenza in passato ed ora non sono per loro neanche un ricordo sbiadito, nulla. Non esisto…più. 
Rimane quel centinaio di persone che incontro quasi quotidianamente, a loro è affidata la mia supposta esistenza, ma sappiamo bene che, grosso modo, non posso aspettarmi da loro più di un fugace pensiero ogni tanto, dunque siamo arrivati al nocciolo, cioè a quelle otto, dieci, forse quindici persone per le quali sono importante e amato e per questo mi pensano assai spesso: è dunque a queste sole persone che debbo la conferma della mia esistenza, e gliene sono grato, ma temo che anche questa sia una illusione. 
Quelle poche buone e brave persone che avvalorano la mia esistenza come fatto, in realtà sono come i viaggiatori su un treno: credono di star fermi e invece si muovono, credono che la campagna corra via e invece e là, ferma da sempre, credono che venga prima l’albero e poi il ponte e invece viene prima il ponte e poi l’albero, almeno così è per quelli dell’altro treno, che ritorna. 
Insomma, a farla breve, hanno tutti una gran confusione su come stanno le cose…. Cercano la conferma della loro esistenza …. forse non esistono neanche loro. 
Una soluzione a questo enigma e, forse, la dimostrazione della tesi che avevo posta, è che io esisto solo nell’attimo che fugge, quando mi penso e sono pensato, ma l’attimo che fugge non esiste, tutta la matematica e la moderna fisica sta lì a ricordarcelo. 
Stavo già rivolgendomi alla filosofia, al ‘Cogito ergo Sum’ per affermare, nonostante tutto, la mia esistenza in vita, quando mi arriva in soccorso il Web…questa straordinaria macchina dei sogni, dove ogni idiota sembra un genio e dove anche i geni sembrano idioti.
“Web ergo Sum” mi sono detto! Il problema dell’esistenza in vita diventa allora talmente insignificante che le tue parole risuonano anche dopo morto pure se non ti chiami Schopenhauer…Evviva. Col web campi da Re anche senza veri amici, senza un vero amore, senza un lavoro vero, senza una famiglia e senza tanto cervello. (Carlo Anibaldi – 2015)

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