ODIO FACEBOOK UN PO’…Parte terza


Alcuni devono cambiare casa a causa del loro Ego smisurato, ma in varia misura e con più o meno abili mascherature un Ego lo abbiamo tutti, altrimenti saremmo su un livello transpersonale tale che farebbe a pugni con l’iscrizione stessa ad un Social. Per sopravvivere pare che dobbiamo appellarci ad un universo consensuale…è il germe autolimitante del Social Network. Non vogliamo che sulla nostra bacheca scorazzino fascisti, conservatori, madonnari, mistici, autoritari, blasfemi, razzisti, omofobi, patrioti, qualunquisti, idioti…non vogliamo nemmeno che ci propongano giochi, quiz, sondaggi e nemmeno che ci inseriscano in Gruppi di condivisione che ci sono estranei…non vogliamo che ci vengano sottoposte baggianate tipo “firma qua per abolire il papa” o “firma qua per averla gratis”, che è la stessa cosa, scemenze. E allora…a forza di sfrondare si arriva in breve a quello che dicevamo di voler lasciar perdere, e cioè all’idealismo. Ci rendiamo conto che abbiamo un ideale di ‘frequentatore’ del nostro micromondo virtuale e questo ideale è il nostro clone. Tutto ciò avviene nonostante e a dispetto di dichiarazioni libertarie e di accoglienza. C’è chi si vanta di avere 4-5mila contatti e chi si vanta di averne 140, tra familiari, amici e compagni di scuola invecchiati, ma tutti tendono alla selezione per giungere a quell’universo consensuale che è quello che garantisce minor dispendio di energia e dunque paradossalmente il Social Network tende al suo contrario, a negare cioè la socializzazione come valore per giungere alla realizzazione di un ideale….un ideale di piattaforma costituita da affini e dunque ben individuabili soggetti. Ma per cosa tutto questo lavorio se non per ottenere il bene supremo? Quello per cui c’è gente che si è ammazzata di lavoro e altri che hanno rischiato anche la vita…chi è diventato ricco sfondato, chi s’è coperto di piaghe il corpo…chi mostra un’anima piangente e chi luminescente…chi vanta un petto pieno di medaglie e chi a petto nudo sfida soverchianti forze avverse. Quale il Bene Supremo per cui scartiamo in quantità industriale e diveniamo selettivi parossistici se non il desiderio…ma che dico desiderio…il bisogno infantile, direi neonatale, di attenzione?

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