A PROPOSITO DI “LIBERAZIONE”


 Ci lamentiamo ogni giorno sui giornali e sui blog che in Italia una vera opposizione ai governi che via via si sono succeduti non esiste e che questa sarebbe una delle cause delle ‘anomalie’ italiane che ci fanno ‘diversi’. Eppure ci sono risposte ovvie a questa ‘anomalia’, ma sembra che politici e giornalisti le ignorino…Un po’ come se si andasse per strada senza pantaloni e ci si meravigliasse dei sogghigni dei passanti. In questo Paese si finge a tutti i livelli una ‘normalità’ che non c’è mai stata eppure si vorrebbe rispetto, dentro e fuori dai confini nostri. Sarebbe dunque da tempo il momento buono per tracciare una linea netta e decidere se stare di qua o di là. Tra coloro, cioè, a cui, per un motivo o per un altro, sta bene la suddetta situazione, e quegli Italiani, invece, che tendono fermamente a rifiutarla, e vorrebbero, in qualche modo, rimetterla in discussione.  Mi riferisco alla circostanza di non essere mai stati uno stato sovrano e vittime di sudditanza senza fine e confine nei confronti dei ‘liberatori’. Eravamo fascisti alleati dei nazisti, insieme abbiamo causato la morte di milioni di persone e distruzioni immani, dunque la ‘Liberazione’ non ci è giunta gratuitamente, ma sulla base di trattati zeppi di clausole ‘segrete’ che ci hanno tolto la sovranità per oltre un sessantennio. De Gasperi la sapeva molto lunga su questo punto e fra cento anni forse leggeremo qualcosa negli archivi di stato sul perchè i vertici dei Servizi di Mussolini erano ad organizzare i Servizi della neonata Repubblica. Su questo punto dovremmo chiarirci le idee e prendere posizione, possibilmente non ipocrita.

“Prendiamo la libertà di opposizione politica. Se ci fosse stata questa libertà ci sarebbe stato qualche partito di opposizione in Italia dopo il 1945, almeno uno, non è vero ? Invece un partito del genere in Italia, dopo il 1945 non c’è mai stato. Ci fosse stato avremmo sentito in Parlamento certe recriminazioni, certe richieste, certe verità del tipo : Siamo una colonia degli USA ! Vogliamo vedere tutte le clausole segrete del trattato di resa del 1943 e dei successivi ! Il governo ammetta che l’Italia è costretta a pagare per il mantenimento delle basi USA nel Paese ! Il governo ammetta che in Italia i militari e anche i turisti statunitensi hanno l’immunità giudiziaria ! Invece di fingere di preoccuparsi per la disoccupazione, il governo ammetta che l’Italia è stata costretta a chiudere tutte le sue industrie strategiche, militari e civili, con perdite di milioni di posti di lavoro ! Il governo ammetta che i dati dell’interscambio Italia-USA sono truccati per far risultare un attivo che non c’è mai stato ! Invece di fingere di essere inefficiente e mentecatto, il governo ammetta di dover trascurare la ricerca scientifica su ordine degli USA, che vogliono indurre i nostri scienziati giovani e promettenti ad emigrare e fare là le loro scoperte e brevetti ! Il governo ammetta che la Mafia è una questione politica e trattarla altrimenti è una ipocrisia che costa magistrati e poliziotti morti ! Avremmo sentito queste e molte altre cose e invece come ognuno può constatare, niente. Perché appunto partiti di opposizione qua non ci sono, non ci sono mai stati. Lo Stato italiano post 1945 è tutta una finzione, un edificio grottesco basato su amnesie e falsità, e fare opposizione politica di necessità (non di sufficienza, certo) significa opporsi a tutto ciò, ma appunto nessuno lo ha mai fatto. Non lo ha certo fatto il PCI, i cui militanti durante la guerra hanno combattuto agli ordini degli Alleati e nel dopoguerra hanno eseguito per loro ordine lo sterminio dei quadri portanti del PNF, 30.000 e più persone: come avrebbe mai potuto il PCI opporsi agli USA, se la sua stessa incolumità dipendeva da loro? Lo diceva, certo, ma non lo faceva. Idem per il PRC di adesso, non parliamo del PSI di una volta, per carità del PSDI e neanche del “puro“ PSIUP. E non lo ha fatto neanche il MSI, a cominciare dall’inizio e in tutte le varie denominazioni: un partito che ha fatto la “svolta atlantica“ non era certo l’erede del PNF, non era certo quello che diceva di essere.   Come è stata possibile una tale divaricazione fra i fatti concreti e le parole, le declamazioni e i programmi scritti dei partiti, specie dei più caratterizzati ideologicamente come appunto il PCI e il MSI? Essenzialmente, tramite gli infiltrati, che nel caso sono politici in genere giovani e promettenti – e molto, molto ambiziosi – scelti nelle organizzazioni politiche (partiti, sindacati, quotidiani eccetera) in cui militano, pagati nascostamente e potentemente aiutati a “fare carriera“, anche sino al vertice. Gli indipendenti invece sono ostacolati, boicottati, fatti passare per scemi o – anche – per spie, e nel caso diventino un problema sono anche fatti fuori (uno per tutti: Moro). Il motore dietro il tutto sono gli USA, che dirigono le strutture statali italiane sul campo, i Servizi, il ministero degli Interni eccetera, e l’obiettivo è di mantenere tutte le organizzazioni politiche esistenti nell’ambito della dinamica concettuale scelta come accettabile, politically correct, cioè per l’Italia all’interno del castello di menzogne ufficiali accennato sopra. O si credeva che gli USA prima conquistano l’Italia con una guerra e poi se la lasciano portare via di sotto il naso da quattro indigeni mezzo studiati che mettono in piedi un partito di opposizione? L’obiettivo è sempre stato raggiunto, gli infiltrati in Italia dominano il campo, anche oggigiorno. Anzi, soprattutto oggigiorno : come potrebbero spiegarsi infatti gli incredibili “ribaltoni“ di alcuni partiti, che hanno esattamente invertito tutta la loro linea politica, compresa la loro posizione su certi argomenti chiave (si pensi a topiche come le origini culturali dell’Europa, gli immigrati, Israele, anche il mandato di cattura europeo stesso…), se non con l’attività di infiltrati di primo piano? Questa sarebbe “libertà di opposizione?” [ J. Kleeves]

Bibliografia

– Documenti di resa Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. [http://pdsm.altervista.org/resa_italiana.html#str3]

– “Vecchi trucchi” di J. Kleeves

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